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AUDIOGUIDA DI POMPEI
(AUDIOGUIDE, AUDIO GUIDE)

Audioguida di Pompei

Audio 1. Introduzione

Benvenuti a Pompei, in questo viaggio con la nostra audioguida (audioguide) che vi farà tornare indietro nel tempo, nel I secolo, alla scoperta di una città antica, la città sepolta che ha lasciato ai posteri la possibilità di apprezzarla e visitarla così come si presentava agli antichi abitanti poco prima della catastrofe.

Ma andiamo per ordine.

Un bel giorno dell’anno 1550, durante i lavori di scavo di un nuovo corso del fiume Sarno, a sud di Napoli, l'architetto Domenico Fontana trovò una sorpresa sotto i suoi piedi: Pompei, una delle città più importanti dell'antichità classica. Da allora, gli archeologi non hanno smesso di lavorare per riportare in vita il luogo che ora andremo a visitare.

Ci troviamo nella parte sud-occidentale dell'Italia, in Campania, ai piedi del Vesuvio, un vulcano attivo che ha molto da raccontare. Questa montagna dà il nome alle esplosioni vulcaniche vesuviane, caratterizzate dalla formazione di nubi che si trasformano in precipitazioni di cenere, in grado di seppellire intere città.

Sembra un film, vero? Beh, è proprio quello che è successo con Pompei.

La città di Pompei, insieme alle vicine Ercolano e Stabia, fu infatti sepolta dalle ceneri di una forte esplosione del vicino vulcano, avvenuta nel 79 d.C., in piena epoca dell'Impero Romano, sorprendendo gli abitanti nel bel mezzo del loro tran-tran quotidiano.

Questa tremenda catastrofe distrusse la vita della città ma, sotto le ceneri, la civiltà romana di quel tempo rimase intatta.

Siete pronti? 

Audioguida di Pompei - Introduzione

1. Audioguida Introduzione

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Audioguida Introduzione

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Audio 2 – L’Anfiteatro Romano

Accediamo ai resti dell'antica città attraverso Porta Nocera, dominata dalla Torre III, situata nella Sezione II.

Non c'è da meravigliarsi che Pompei sia stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall’UNESCO. Il fatto che sia praticamente intatta ci dà un'idea molto chiara di come si svolgeva la vita qui.

Uno dei luoghi meglio conservati che possiamo visitare con l'audioguida (audioguide) è l'Anfiteatro, un luogo pubblico molto comune durante l’epoca romana.

Dalla forma circolare e con un palco al centro circondato da tribune, questa costruzione veniva utilizzata per ospitare spettacoli e giochi che consistevano nel combattimento di animali e gladiatori.

L'Anfiteatro di Pompei, definito spectacula dai suoi abitanti, fu costruito nel 70 a.C. ed è il più antico scoperto fino ad oggi. È, infatti, il primo ad essere costruito in pietra, sostituendo le costruzioni in legno come avveniva in precedenza.  

Audioguida di Pompei - L’Anfiteatro Romano

2. Audioguida Anfiteatro Romano

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Audioguida Anfiteatro Romano

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Audio 3 – La Palestra Grande

Nella lingua corrente, la parola latina palestra ha lo stesso significato che in italiano. Ma anticamente racchiudeva delle sfumature molto più ampie, che andremo a scoprire ora con l'audioguida (audioguide).

La palestra era utilizzata principalmente come scuola di lotta, uno degli sport greci per eccellenza. Ma in seguito, con lo spirito romano, lo sport iniziò a unirsi al culto del corpo e della mente, rivestendo anche un ruolo educativo e sociale. La palestra, pertanto, non era più un semplice centro atletico, ma anche culturale.

Dal punto di vista architettonico, era costituita da un edificio a forma rettangolare con colonne lungo i quattro lati e portici da cui si accedeva agli ambienti adiacenti. Questi cubicoli riparavano dalle piogge e potevano essere utilizzati come spogliatoi o ripostigli.

Se invece osserviamo il centro della palestra, possiamo vedere una cavità quadrata, che veniva riempita di acqua e costituiva un elemento essenziale per l'allenamento, come una sorta di piscina.

Per quanto riguarda la decorazione di pavimenti e pareti, nelle palestre di oggi abbiamo quadri con frasi motivazionali del tipo “Non arrenderti” o l’intramontabile poster di Arnold Schwarzenegger…. A pensarci bene, gli esseri umani non sono cambiati molto in questo senso, per quanti secoli siano comunque passati: in questo caso, i pompeiani decoravano la propria palestra con famosi atleti, divinità ed eroi come Ercole o Apollo.
 

Audioguida di Pompei - Palestra Grande

3. Audioguida Palestra Grande

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Audioguida Palestra Grande

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Audio 4 – Gli Affreschi

Gli affreschi di Pompei sono pitture realizzate con la tecnica romana dello stesso nome: la pittura a fresco.

Questo tipo di arte è caratterizzato dalla pittura su una superficie formata da due strati di calce, sabbia e acqua. Il primo strato è più spesso in quanto è costituito da sabbia di fiume; il secondo è più fine poiché al posto della sabbia si usa la polvere di marmo.

Questi due strati vengono ricoperti di vernice quando non sono ancora asciutti, in modo che i colori possano penetrare in profondità nella superficie.

La complessità, e quindi il merito maggiore di questa tecnica, è che non può essere ritoccato quanto già fatto. Una volta applicata la pittura, questa viene infatti immediatamente assorbita, e per fare qualsiasi ritocco sarà necessaria un'altra sostanza, perdendo così la sua naturalezza e diventando un “falso affresco”.

D’altro canto, però, è un successo quando l'autore riesce ad azzeccare il colore finale dell'opera, poiché il colore applicato sulla superficie bagnata non ha nulla a che vedere con quello che rimane una volta asciutto.

Una delle opere più famose realizzate con la tecnica dell’affresco è “Il Giudizio Universale” di Michelangelo conservato nella Cappella Sistina. La stragrande maggioranza degli affreschi pompeiani è conservata ed esposta nel Museo archeologico di Napoli, ma anche qui, a Pompei, possiamo vedere opere molto ben conservate, tra cui: l'Affresco di Leda e il Cigno oppure gli affreschi della Casa della Venere in conchiglia. 

Audioguida di Pompei - Gli Affreschi

4. Audioguida Gli Affreschi

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Audioguida Gli Affreschi

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Audio 5 – Il Castellum Aquae

Situato nella sezione VI, di fronte alla porta del Vesuvio e nella parte più alta della città, troviamo questo edificio romano il cui nome si traduce in italiano con “Il castello d'acqua”.

Il “Castellum Aquae” riceveva l'acqua attraverso un acquedotto, in questo caso l'acquedotto del Serino. Con una lunghezza superiore ai 96 km, forniva acqua a otto città del Golfo di Napoli, tra cui Pompei.

Nella città che stiamo visitando con l'audioguida (audioguide), questa costruzione è una delle meglio conservate del suo tempo, con una volta del diametro di 6 m sopra la pianta centrale circolare. La cisterna era divisa in tre scomparti che distribuivano l'acqua a diverse parti della città: alle sorgenti, alle abitazioni private e agli edifici pubblici.

Inoltre, proprio qui è stato realizzato un affresco sulla parete settentrionale raffigurante le divinità fluviali, simbolo della devozione dei pompeiani per le proprie divinità. 

Audioguida di Pompei - Il Castellum Aquae

5. Audioguida Il Castellum Aquae

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Audioguida Il Castellum Aquae

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Audio 6 – La Casa del Fauno

In questa sezione dell’audioguida (audioguide) descriviamo una casa che merita una menzione speciale.

Si tratta della Casa del Fauno, risalente al III secolo a.C. All'inizio era caratterizzata da un grande frutteto con abitazione annessa, venne poi ampliata nel I secolo sfruttando gli appezzamenti vicini fino a occupare l'intero isolato, raggiungendo una superficie di 3000 mq.

Con tali dimensioni, era d’obbligo avere un “peristilio” in casa, vale a dire un cortile circondato da colonne attorno alle quali sono disposte le stanze. Questa casa ne ha 3!

La casa, quindi, è suddivisa in cinque ambienti principali, tre di essi sono peristili: il primo di ordine ionico, il secondo dorico e infine il terzo è un atrio con peristilio, cioè un cortile interno con colonne. Gli altri due ambienti sono l'atrio toscano e la zona dei servizi.

Nell'atrio in stile toscano è presente un laghetto che serviva per la raccolta dell'acqua piovana, al centro del quale si trova la statua di un fauno danzante, da cui prende il nome la casa. Per la sua delicatezza e le sue caratteristiche, questa statua di piccole dimensioni è stata descritta come la migliore scultura in bronzo ritrovata a Pompei.

Altri elementi principali della casa sono i mosaici, come quello sul pavimento d’ingresso con la parola latina Ave, che rappresenta un saluto di benvenuto e di addio; o il Mosaico di Issos, un’opera che rappresentava la battaglia di Issos, in Turchia, avvenuta tra Alessandro Magno e Dario III di Persia nel 333 a.C. Probabilmente si trattava di un regalo. È chiaro che non tutti avevano nella propria abitazione un dipinto di tale portata storica, quindi possiamo farci un'idea dello stato sociale della famiglia che risiedeva qui. 

Audioguida di Pompei - La Casa del Fauno

6. Audioguida La Casa del Fauno

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Audioguida La Casa del Fauno

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Audio 7 – I Thermopolium

Nell’Antica Roma, i thermopolium erano delle piccole stanze con un particolare bancone costruito in pietra, calce o argilla, contenente dei vasi incassati che venivano utilizzati per mantenere il cibo al caldo. Questi banconi erano spesso decorati con affreschi molto colorati.

Si trattava quindi di piccoli negozi dove era possibile acquistare cibi pronti. Nel mondo romano erano molto popolari, soltanto a Pompei ce n’erano circa 80 ed erano molto apprezzati soprattutto dagli abitanti che non potevano permettersi una cucina privata.

Sembra una pratica molto simile alle attuali bancarelle ambulanti di cibo!

Una delle ultime scoperte rinvenute dagli scavi e dagli studi archeologici effettuati in città è stato il thermopolium situato tra il vicolo “delle Nozze d’Argento” e quello “dei Balconi” della sezione V, che presenta numerosi affreschi sul bancone, che è possibile osservare grazie all'audioguida (audioguide). 

Audioguida di Pompei - I Thermopolium

7. Audioguida I Thermopolium

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Audioguida I Thermopolium

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Audio 8 – Le Terme Stabiane

Nell'Antica Roma, non tutti potevano permettersi un bagno in casa, i bagni pubblici quindi erano molto comuni, frequentati da plebei o schiavi. Questi edifici erano chiamati thermae, mentre i bagni privati erano chiamati balneum.

Le terme non erano solo degli edifici destinati al bagno, ma avevano una funzione più complessa, come scopriremo a breve in questa sezione dell'audioguida (audioguide).

Le stanze erano riservate alle attività ginniche e ricreative ed erano considerate dei luoghi di ritrovo dove gli imperatori concedevano talvolta dei bagni gratuiti al resto della popolazione.

A Pompei sono stati individuati quattro bagni pubblici: le terme Suburbane, le terme del Foro, le terme Centrali e infine le terme Stabiane, le più grandi e rinomate.

Situate tra Via di Stabia e Via dell’Abbondanza, sono le più antiche della città, risalenti al IV secolo a.C.

Erano divise in due sezioni: una maschile e una femminile. Per assicurare il comfort dei romani, veniva fatta circolare l'aria calda sotto il pavimento e tra le pareti… Già a quei tempi era stato inventato un impianto di riscaldamento!

Sia l’area femminile che quella maschile erano suddivise in quattro sale: uno spogliatoio, uno con una piscina di acqua fredda, uno con acqua tiepida, e infine uno con una vasca di acqua calda e una fontana di acqua tiepida.

Sicuramente vi sarà venuta voglia di teletrasportarvi nel passato e farvi un bagno, ma... pensate che sia tutto qui? Ebbene no, c’è dell’altro: avevano anche una grande piscina all'aperto e una palestra con orologio solare. 

Audioguida di Pompei - Le Terme Stabiane

8. Audioguida Le Terme Stabiane

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Audioguida Le Terme Stabiane

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Audio 9 – Il Foro

Fin dall'inizio dei tempi, le persone hanno sempre avuto l’abitudine di incontrarsi in un punto importante della città, di solito una piazza principale.

Questo succedeva già nell'Impero Romano, precisamente nel Foro, dove ora ci troviamo con l'audioguida (audioguide).

A Pompei possiamo osservare questa grande piazza monumentale, situata nella sezione VII, che rappresentava il centro della vita politica, economica e religiosa della città.

Il luogo iniziò ad essere costruito nel IV secolo a.C. con botteghe realizzate in lava, tufo vulcanico e argilla.

Dopo la conquista da parte dei Romani nel II secolo d.C. fu ampliato: il perimetro della piazza venne delimitato da colonne in tufo e pietra calcarea bianca, che circondavano emblematici edifici di carattere politico e religioso.

Il Foro rappresentava senza ombra di dubbio il cuore della città, dove i romani si incontravano sotto i Templi di Apollo e Giove oppure nella Basilica. In questo foro abbiamo anche trovato la Mensa Ponderaria, una costruzione con misure e pesi diversi che aiutava gli abitanti nelle loro attività commerciali. 

Audioguida di Pompei - Il Foro

9. Audioguida Il Foro

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Audioguida Il Foro

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Audio 10 – Il Tempio di Apollo

Proseguiamo all'interno del Foro, precisamente verso ovest, per fermarci a contemplare uno degli edifici religiosi più importanti della città, precedentemente denominato Il Tempio di Apollo.

Apollo, il cui culto fu importato dalla Grecia, era una delle divinità più venerate del Monte Olimpo, figlio di Zeus e di Leto.

È difficile elencare con precisione una per una le doti che lo rendevano celebre. È conosciuto, ad esempio, per essere il dio della guarigione, della ragione, il protettore di pastori e marinai... Rappresentato sempre con arco e freccia, possiamo riassumere la sua figura come quella del Dio delle Arti.

Conoscendo le sue origini, possiamo capire perché Apollo avesse uno dei templi più antichi di Pompei: la sua costruzione risale al VIII o VII secolo a.C.

Se osserviamo con l'audioguida (audioguide) l'interno del recinto, vediamo una galleria di colonne realizzate in tufo vulcanico che circondano il cortile. Al suo interno, le figure che vediamo sono repliche degli originali, sia quella di Apollo che quella del busto della sorella Artemide.

Il tempio vero e proprio, invece, si trova in fondo al cortile e vi si accede scendendo una scalinata. Al centro si trova un altare in marmo bianco e, accanto ai gradini, su una colonna ionica (ovviamente, per inviare le informazioni sull’orario dal cielo al tempio), un orologio solare. 

Audioguida di Pompei - Tempio di Apollo

10. Audioguida Tempio di Apollo

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Audioguida Tempio di Apollo

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Audio 11 – Il Macellum

Il mercato è il cuore pulsante di ogni città e Pompei non è da meno. Il suo mercato alimentare, situato nel foro, era chiamato macellum: in questo punto dell'audioguida (audioguide) scopriremo di cosa si tratta.

Era un edificio coperto, dove si vendevano provviste, carne e pesce. Soprattutto a Pompei vi era un gran movimento poiché i prodotti venivano importati anche dal porto.

Il Macellum era costruito attorno a un cortile centrale e lungo le sue facciate si trovavano numerosi negozi di alimentari. A dodici di questi si accedeva dalla strada e ad altri undici dal cortile.

L'area sul lato est del Macellum, suddivisa in tre ambienti, è di particolare interesse per gli archeologi: uno di questi potrebbe essere stato dedicato al culto imperiale, un altro al culto religioso, con sacrifici e riti; e infine il terzo era destinato alla vendita di carne e pesce.

È possibile che si siano fatte offerte e rituali come simbolo di gratitudine, prima di vendere quei cibi, ma anche incontri d'asta, banchetti sacrificali e cerimonie religiose. 

Audioguida di Pompei - Il Macellum

11. Audioguida Il Macellum 

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Audioguida Il Macellum 

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Audio 12 – La Basilica

Le basiliche dell'antica Roma, in generale, erano grandi edifici a forma rettangolare dove le autorità e la popolazione si occupavano di questioni comunali, commerciali e giuridiche. Erano formati da una grande navata centrale e da vari portici laterali che lasciavano entrare la luce dall'alto. Normalmente, davanti al portone e in fondo alla navata, vi era un semicerchio destinato al tribunale.

Ma la Basilica di Pompei è diversa. Ciò ha dato luogo a controversie sul fatto che sia stata o meno utilizzata a tale scopo e se si trattasse o no di questa tipologia di edificio.

È priva infatti del semicerchio e non presenta nemmeno una galleria superiore come nel resto delle basiliche. Per questo motivo, alcuni ricercatori sostengono che l’edificio potrebbe essere in realtà il comitium, ovvero il luogo dove gli abitanti eleggevano i loro governatori.

Ad ogni modo, le somiglianze sono maggiori delle differenze, motivo per cui è tutt’ora riconosciuta come una Basilica. 

Audioguida di Pompei - La Basilica

12. Audioguida La Basilica

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Audioguida La Basilica

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Audio 13 – Il Santuario di Venere

Alle spalle della Basilica troviamo il tempio dedicato a Venere, la dea dell'amore, della bellezza e della fertilità.

L'edificio è stato oggetto di continui saccheggi e il santuario era in costruzione proprio al momento dell'eruzione, motivo per cui oggi risulta molto difficile da interpretare.

Anche così, per le sue caratteristiche, la nuova costruzione avrebbe comunque superato quella precedente.

Innalzato su un podio di tufo e circondato da un portico decorato con marmi, possiamo intuire che il tempio doveva essere il più maestoso e degno di nota tra tutti gli edifici religiosi di Pompei. Ciò è evidente in quanto le sue fondamenta furono costruite sul versante occidentale del colle, in alto, e in direzione Nord-meridionale, in modo che il santuario godesse della vista sul mare e sul fiume Sarno.

Riuscite a immaginarvi il tramonto visto da qui? 

Audioguida di Pompei - Il Santuario di Venere

13. Audioguida Il Santuario di Venere

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Audioguida Il Santuario di Venere

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Audio 14 – La Porta Marina

Siamo giunti alla tappa successiva dell'audioguida (audioguide). Questa porta si trova accanto alla Torre XII e dà accesso alle sezioni VII e VIII della città, dando il nome alla via che la segue: Via Marina. Si tratta della porta di Pompei più vicina al mare, da qui il nome.

Questa porta era una delle più attraversate, poiché fungeva da ingresso e da uscita per i mercanti.

Era divisa in due archi, uno per i pedoni e l'altro per i carri, anche se si pensa che molti di questi non potessero passare per via delle grandi dimensioni e che quindi i mercanti dividessero le loro spedizioni in carri più piccoli.

Nella stessa porta era situata anche una panchina in pietra, forse per alleviare la fatica o l'attesa dei nuovi arrivati dopo un lungo viaggio.

Era, senza dubbio, una porta con molta vita; vita che conserva ancora oggi poiché costituisce l'ingresso al parco archeologico. 

Audioguida di Pompei - La Porta Marina

14. Audioguida La Porta Marina

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Audioguida La Porta Marina

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Audio 15 – Il Foro triangolare

Oltre al foro principale, a Pompei esiste anche un foro triangolare, chiamato così per la sua insolita forma geometrica, circondato da 95 colonne di ordine dorico.

Nella parte meridionale del foro fu costruito un imponente tempio, anche questo di ordine dorico, che fu la prima costruzione del luogo. Questo è probabilmente il tempio più antico della città, essendo stato costruito nel IV secolo a.C. dagli abitanti per adorare quello che consideravano il fondatore di Pompei, Ercole. Successivamente fu venerata anche Atena, meglio conosciuta dai romani con il nome di Minerva.

A seguito, proseguendo nella visita con l'audioguida (audioguide), troviamo un tholos, un edificio semplice che consiste in un colonnato circolare dove, in questo caso, vi è anche un pozzo all'interno.

In uno degli angoli del foro, invece, furono costruiti tre altari in tufo, mentre, nell'altro, una panchina in pietra per poter godere della vista della pianura del Golfo di Napoli che si trovava proprio di fronte. 

Audioguida di Pompei - Il Foro triangolare

15. Audioguida Il Foro triangolare

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Audioguida Il Foro triangolare

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Audio 16 – Il Teatro Grande e il Teatro Piccolo

E se vi proponessi di pensare ad un anfiteatro? Immagineremmo un recinto circolare completo. E se pensassimo a un teatro? Immagineremmo la metà del cerchio. Scopriamo allora con l'audioguida (audioguide) i due teatri di Pompei!

La costruzione del Teatro Grande iniziò in epoca sannitica, tra il VII e il III secolo a.C. Se osserviamo le sue caratteristiche, possiamo chiaramente distinguere i dettagli risalenti al periodo greco.

Ad esempio, era molto comune per i greci costruire i teatri sulle pendici di colline come questa, sfruttando il dislivello per posizionare le tribune e offrendo così delle viste spettacolari sia dal palcoscenico che dalla panoramica retrostante, in cui, in questo caso, predominano la valle del Sarno e i monti Lattari.

Inoltre, la forma della pianta non è semplicemente semicircolare come nei teatri romani, ma è ultra-semicircolare, quasi chiusa, chiamata anche pianta a ferro di cavallo.

Il Teatro Grande poteva contenere circa 5.000 spettatori e aveva le tribune divise in tre sezioni secondo la classe sociale e due parodoi, che erano i passaggi che portavano all'orchestra.

Le scene ricreate erano tratte da grandi opere, mentre le rappresentazioni musicali, le imitazioni e le declamazioni di poesie venivano fatte nel Teatro Piccolo.

Il Teatro Piccolo, chiamato anche Odeion, aveva una capacità di 1.300 spettatori. Fu costruito nell'80 a.C., accanto al Teatro Grande. La sua struttura era molto simile ma con dimensioni ben più ridotte, che impedivano l'espansione del suono e creavano un'acustica perfetta per il tipo di spettacolo che si metteva in scena.

Audioguida di Pompei - Il Teatro Grande
Audioguida di Pompei - Il Teatro Piccolo

16. Audioguida Il Teatro Grande e il Teatro Piccolo

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Audioguida Il Teatro Grande e il Teatro Piccolo

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Audio 17 – La Caserma dei Gladiatori

Alle spalle del Teatro Grande vi era un portico dove gli spettatori potevano intrattenersi prima dello spettacolo e durante le pause. Oggi sarebbe qualcosa come il tipico regalo di benvenuto o la sala fumatori all'aperto di un locale attuale, dove attendere l’inizio dello spettacolo.

Il recinto rappresentava qualcosa del genere, come scopriremo con l'audioguida (audioguide). Ma dopo un terremoto avvenuto nel 62 d.C., si trasformò nella Caserma dei Gladiatori, un luogo dove venivano accolti insieme alle famiglie.

Sappiamo quanto queste persone fossero importanti per la vita dell'antica Roma, ecco perché tutti avevano un luogo comune in cui vivere dove crescevano e imparavano a combattere. Si trattava di un grande cortile rettangolare dedicato agli esercizi e all’addestramento, circondato da 74 colonne, 10 celle, cubicoli per le abitazioni e magazzini di armi. 

Audioguida di Pompei - Caserma dei Gladiatori

17. Audioguida Caserma dei Gladiatori 

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Audioguida Caserma dei Gladiatori 

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Audio 18 – Il Lupanar

Lupanar era la parola utilizzata dai romani per identificare un bordello. Deriva dalla parola latina “Lupa”, che ancora oggi in italiano significa “lupo”.

Furono gli affreschi, rinvenuti durante i lavori di scavo, a indicare che questo luogo era in realtà un lupanar.
I dipinti erano di contenuto erotico e normalmente si trovavano davanti alle porte delle stanze.

A seguito di alcuni studi archeologici, i luoghi in cui sono stati trovati degli affreschi pompeiani di questo tipo sono stati denominati “bordelli”. In questo caso, con l'audioguida (audioguide), ci troviamo di fronte al più grande della città, costituito da dieci stanze.

All'interno della sala è possibile ammirare diversi affreschi, oltre ai letti in pietra scolpita. Un'altra informazione interessante riguarda i graffiti: 134 frasi in latino scritte sui muri dai clienti o dai dipendenti che lavoravano qui, frasi che alcune di queste persone continuavano, rispondendo alla precedente a mo’ di dialogo. 

Audioguida di Pompei - Il Lupanar

18. Audioguida Il Lupanar

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Audioguida Il Lupanar

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Audio 19 – Il Giardino dei Fuggitivi

È abbastanza difficile calcolare quanti abitanti di Pompei abbiano perso la propria vita dopo essere stati travolti dalla nube vulcanica con una temperatura compresa tra i 300 e i 600°C. Al momento della catastrofe, la città contava circa 15.000 abitanti. Ma visto che il vulcano cominciò a dare segni di attività alcuni giorni prima, molti pompeiani riuscirono a fuggire, soprattutto via mare.

Quando gli archeologi scoprirono quelli che in realtà erano corpi umani, fecero del loro meglio per preservarne le condizioni. Per riuscirci, hanno utilizzato il gesso. Come hanno fatto?

Dal punto di vista pratico, prima c'è lo scheletro, poi la materia organica del corpo (ovvero la carne) e poi strati e strati di cenere.

Tra lo scheletro e gli strati di cenere, rimaneva uno spazio risultante dalla decomposizione della materia organica, e quel vuoto fu riempito iniettando del gesso liquido. Quest’ultimo, asciugandosi, si è solidificato, penetrando tra le cavità e creando un calco completo dei corpi esattamente come si trovavano al momento del disastro.

Con questo metodo furono così restaurati i corpi rinvenuti e oggi conserviamo la collezione di calchi più completa in quello che è conosciuto come il Giardino o Frutteto dei Fuggiaschi. Si trattava di una vasta area forse coltivata a vite, e attraverso la quale i pompeiani tentarono di fuggire dalle mura per lasciare la città al momento dell'esplosione. 

Audioguida di Pompei - Il Giardino dei Fuggitivi

19. Audioguida Il Giardino dei Fuggitivi

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Audioguida Il Giardino dei Fuggitivi

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Audio 20 – Altri luoghi interessanti di Pompei: le case private

Come regola generale, in altre località turistiche prestiamo sempre particolare attenzione agli edifici pubblici. Ma Pompei, così diversa da tutto il resto, ha da offrirci non solo questi, ma anche le case private.

Questo ci permette di avere un contatto molto più stretto e reale con quelli che erano gli abitanti della città.

Le case romane che andremo a vedere erano chiamate Domus. Sapete perché? Perché i proprietari di queste residenze erano di un certo livello economico e il capofamiglia veniva chiamato Dominus, che significa “maestro” o “signore”. Da qui la parola Domus.

A parte La Casa del Fauno o la Villa dei Misteri di cui parleremo nel prossimo punto dell'audioguida (audioguide), a Pompei esistono residenze molto interessanti, come quelle descritte di seguito:

• La Casa di Menandro. Situata nella Sezione I con una superficie di circa 1.800 metri quadrati, questa residenza è un ottimo esempio della tipica e lussuosa domus romana dell'epoca. Fu scavata tra il 1926 e il 1932, non molto tempo fa, e prende il nome non dal proprietario della casa, che è di origine sconosciuta, ma dall’immagine del poeta Menandro, commediografo greco e massimo esponente della Commedia Nuova.

• La Casa del Poeta Tragico. Questa domus si trova nella Sezione VI, in Via delle Terme. Non è di grandi dimensioni, ma le sue decorazioni interne sono davvero sublimi. I suoi affreschi e mosaici sono di qualità superiore rispetto a tutti gli altri della città e descrivono scene della mitologia greca.

• La Casa della Fontana Piccola. Nel Vicolo Di Mercurio, troviamo questa casa che si distingue per la sua piccola fontana, decorata con mosaici e sculture.

• La Casa di Octavius Quartio. Situata in Via dell’Abbondanza, questa residenza mantiene il nome del suo proprietario. Richiama l'attenzione per i suoi ampi giardini e i numerosi affreschi. Inoltre, accanto a questa casa si trova il famoso murale di Venere.

• La Casa dei Quadretti Teatrali o di Casca Longus. Sempre su Via dell'Abbondanza e all'angolo con il Vicolo del Citarista, questa domus presenta al suo interno un maestoso tavolo in marmo con sculture di leoni. All’interno possiamo anche trovare i suoi affreschi, ispirati alle opere di Euripide e Menandro.

Audioguida di Pompei - Le case private

20. Audioguida le case private 

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Audioguida le case private 

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Audio 21 – La Villa dei Misteri

A circa 10 minuti a piedi dal Foro verso nord-ovest con l'audioguida (audioguide) e a 200 metri da Porta Ercolano, troviamo la Villa dei Misteri.

Si tratta di una grande villa costruita nel II secolo a.C. e situata nella periferia della città. È rimasta praticamente intatta sotto le ceneri dell'eruzione, soprattutto le pareti, i soffitti e in particolare gli affreschi.

Non si conoscono i proprietari della villa, ma dopo il terremoto dell'anno 62 è passata da residenza signorile ad azienda agricola. Le origini dei diversi oggetti rinvenuti fanno pensare che i proprietari potessero provenire da diverse famiglie ed eccellenze: una statua, un sigillo di bronzo, un libretto...

La villa è costituita da diverse sale, dedicate sia al tempo libero che al relax, ma i più suggestivi sono gli affreschi sulle pareti della cosiddetta Sala dei Misteri Dionisiaci, molto ben conservati e così misteriosi o possibilmente “vietati”: da qui il nome del luogo.

I dipinti risalgono al I secolo a.C. e raffigurano scene di difficile interpretazione. La maggior parte di queste rappresenta una giovane donna, che potrebbe essere la figlia di famiglia, mentre viene sottoposta a rituali in cui predominavano gli eccessi e il culto a Dioniso, considerato dai Greci il dio della fertilità e del vino.

Le scene sono molto espressive e hanno generato abbastanza controversie, come ad esempio quella di un uomo anziano che offre da bere a un giovane e a una maschera teatrale.

Queste rappresentazioni sono distribuite su tre delle quattro pareti della stanza, creando continuità tra scena e scena, dando luogo a una narrazione progressiva.
 

Audioguida di Pompei - La Villa dei Misteri

21. Audioguida La Villa dei Misteri

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Audioguida La Villa dei Misteri

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